L’ippocondriaco, Venezia, s.n., 1735

Vignetta Frontespizio
 PARTE SECONDA
 
 MELINDA da sensale da matrimoni, poi RANOCHIO
 
 Melinda
 Eccomi alfin ridotta
230infelice Melinda a malpartito.
 Or sì che tornerei
 benché pien di diffetti a mio marito.
 Non avea finalmente
 il vito a mendicar. Casa civile,
235abiti da par mio non mi mancavano,
 la mia fatica alfin non era molta;
 infelice Melinda! Oh fui pur stolta!
 Sotto mentite spoglie
 forzata sono a guadagnarmi il pane
240con il mistier scabroso
 d’onorato sensal da matrimoni.
 Il frutto ch’io ne cavo
 son le maledizion dei maritati,
 quando incontrano male
245tutte le imprecazion vanno al sensale.
 Ma veggo s’io non fallo
 il mio pover Ranocchio. Oh se potessi
 con lui pacificarmi!
 Se non sapessi amarlo
250vorrei fingerlo almen; non è difficile
 il finger a noi donne. Eccolo, intanto
 mi ritiro, chi sa! Due lacrimette
 formano al cuor dell’uomo un grand’incanto.
 Ranocchio
 «Qui giace il prestantissimo
255Ranocchio infelicissimo
 che ucciso fu per suo destin maledico
 non so ben se dal male o ver dal medico».
 Ecco il bell’epitafio
 che imprimer destinai sul mio sepolcro;
260serva ad altri d’esempio il caso mio;
 intendami chi può che m’intend’io.
 Oh destino fatale!
 Dovrò morir senza consorte a lato!
 Se l’ingrata Melinda
265non m’avesse tradito, avria con lei
 finiti i giorni miei. Ma la crudele,
 che morto mi volea, no più non voglio;
 fatt’è il divorzio e d’ogn’amor mi spoglio.
 Melinda
 
    V’è nessun che abbia desio
270(di provar tormenti e doglie),
 v’è nessun che brami moglie?
 (Che mestier meschino è il mio!)
 
 Ranocchio
 Amico, in fede mia
 voi spacciate una buona mercanzia!
 Melinda
275Vi piacela signor?
 Ranocchio
                                    Non so che dirvi;
 mi piace e non mi piace,
 vorrei e non vorrei
 ma temo di far male i fatti miei.
 Melinda
 (Vuo’ scoprir la sua mente). Io per le mani
280ho partiti eccellenti
 di donne ricche e belle,
 di gioveni, di saggie e di prudenti.
 Ranocchio
 Piano, piano di grazia.
 Di prudenti? Ah ah siete pur tondo.
 Melinda
285Perché, perché?
 Ranocchio
                                Ve ne son poche al mondo.
 Melinda
 E pur ne’ dì passati
 una ne maritai così prudente
 che per non dar incomodo al marito
 si fa servir da un cavalier compito.
 Ranocchio
290Che prudenza gentil! Ma voi al certo
 farete gran denari.
 Melinda
                                     Oh v’ingannate;
 appena appena vivo.
 Ranocchio
                                         E pur si fanno
 cotanti matrimoni.
 Melinda
                                      È vero, è vero
 ma non sono i sensali oggi in concetto.
295Da certe donniciuolle
 s’usurpa il nostro lucro, il modo facile
 delle conversazion, dei balli e giochi
 oggi con pulizia
 fa i matrimoni senza sensaria.
 Ranocchio
300Oh cosa mi narrate! Io che non pratico
 a una tal novità rimango estatico.
 Melinda
 Siete voi ammogliato?
 Ranocchio
                                            Il fui purtroppo.
 Melinda
 Ed or?
 Ranocchio
                Fatt’ho divorzio.
 Melinda
 Perché?
 Ranocchio
                  Perché la mia consorte
305volea per carità darmi la morte.
 Melinda
 Dunque libero siete?
 Ranocchio
                                         Signorsì
 ma sono stanco ormai di star così.
 Melinda
 Volete maritarvi?
 Ranocchio
                                   Oh se trovassi
 qualche buona occasion!
 Melinda
                                               (Fortuna aiuto).
310La volete voi bella?
 Ranocchio
                                      Oibò pensate,
 avrei poco giudizio
 a ricever in casa un precipizio.
 Melinda
 Dunque bruta?
 Ranocchio
                               Né meno.
 Saria troppo schifosa.
 Melinda
315Giovine?
 Ranocchio
                    Saria vana.
 Melinda
 Ricca?
 Ranocchio
                No, che saria troppo orgogliosa.
 
    La voglio di volto
 né brutto né bello
 ma che abbia cervello.
 
320   Né troppo vecchia
 né troppo giovine
 né troppo ricca
 né troppo povera.
 Già m’intendete
325così e così.
 
 Melinda
 Ditemi in cortesia
 vostra moglie chi fu?
 Ranocchio
                                         Certa Melinda...
 Melinda
 Melinda?
 Ranocchio
                     Sì signor.
 Melinda
                                         Io la conosco.
 Ranocchio
 Per verità l’amai quanto me stesso,
330mi chiamavo felice
 nella sua compagnia; già destinavo
 lasciarla erede universal del mio.
 Melinda
 (Erede universale! Ahi che ho fatt’io?)
 Ranocchio
 Mi piaceva il suo volto,
335le sue maniere, il suo parlare...
 Melinda
                                                          E poi
 così l’abbandonaste?
 Ranocchio
 Mi volea avvellenar.
 Melinda
                                       Forte ragione
 violentata l’avrà?
 Ranocchio
                                  No, v’ingannate.
 Melinda
 Vostro è l’inganno.
 Ranocchio
                                     Oibò.
 Melinda
                                                  Dunque ascoltate;
340alla riva del fiume, ove più chette
 corron l’aque tranquille
 vezzegiando coi luzzi e coll’anguille
 oggi appunto s’udì
 l’infelice Melinda a dir così:
345«Dolce Ranocchio mio qual pan di zuchero,
 cor mio, fegato mio, mie care viscere,
 morirò senza te? Già il cor mi palpita,
 sento che dal dolor mi viene il vomito,
 almen queste mie lagrime
350la colpa scancellassero
 che ti rese ver me qual can tricerbero».
 Ranocchio
 Ahi mi viene il mio mal; non più, tacete.
 Che sudor! Che tremor!
 Melinda
                                              (Vien nella rete).
 Indi così dicea: «Se Giove o Venere
355mi facesse rimettere
 nella grazia del mio Ranocchio amabile,
 sarei obbedientissima
 e fedel gli sarei più di Proserpina».
 Ranocchio
 Morirò, creperò, se seguitate.
 Melinda
360Or quest’ultime sue voci ascoltate.
 
    Ranocchio mio bellissimo
 io non ti vedrò più
 uh uh uh uh uh uh.
 
    Consorte mio carissimo,
365l’idolo mio sei tu.
 
    Se ti vedessi
 meco placato
 idolo amato
 giubilerei
370e non vorrei
 pianger mai più.
 
 Ranocchio
 Dove si può trovar quest’infelice?
 Amico per pietà, se lo sapete
 additatela a me.
 Melinda
                                 Poscia trovata
375che farete di lei?
 Ranocchio
                                  Vuo’ ripigliarla.
 Melinda
 Non vi credo.
 Ranocchio
                            Lo giuro.
 Melinda
 Qual giuramento?
 Ranocchio
                                    Udite che scongiuro.
 Se non sono a Melinda un buon marito
 prego il cielo di perder l’appetito.
 Melinda
380La volete veder?
 Ranocchio
                                 Sarò contento
 se il ciel me la concede.
 Melinda
 Ecco dunque Melinda al vostro piede.
 Ranocchio
 Come?...
 Melinda
                    Di già pentita
 del mio comesso error, vi chieggo in dono
385dalla vostra pietà grato perdono.
 Ranocchio
 Voi dunque in riva al fiume...
 Melinda
                                                        Io piansi tanto
 che la luce perdei quasi degl’occhi;
 mi volevo annegar, poscia pensai
 ch’era bruta la morte e tralasciai.
 Ranocchio
390Che pensate di far?
 Melinda
                                       Sarò obbediente.
 Ranocchio
 Qualche trama novella io già prevedo.
 Melinda
 Vi giuro fedeltà.
 Ranocchio
                                 No non ti credo.
 Melinda
 
    Non mi credi! Oh dio perché?
 Volta o caro gl’occhi a me,
395son quell’io che tanto amasti.
 
 Ranocchio
 
 No; sei donna e tanto basti.
 
 Melinda
 
    Dunque crudele
 vuoi la mia morte?
 
 Ranocchio
 
 Fosti infedele
400col tuo consorte.
 
 Melinda
 
    Per quei soavi amplessi,
 per quel sì dolce amore...
 
 Ranocchio
 
 (Oimè, oimè il mio core!)
 
 Melinda
 
 Che nostra gioia fu...
 
 Ranocchio
 
405(Oimè non posso più).
 
 Melinda
 
 Mio bel sol non dir di no.
 
 Ranocchio
 
 (Più non resisto no).
 
 Melinda
 
    Guardami almeno.
 
 Ranocchio
 
 Ti stringo al seno.
 
 Melinda
 
410È fatta la pace?
 
 Ranocchio
 
                               Sì sì.
 
 a due
 
 Risplenda la face
 più lieta così.
 
 Il fine